Le origini della festa dell’Apparizione in Borgo Santa Caterina

La scenografia più spettacolare – un arco trionfale – allestita all’inizio di Borgo Santa Caterina nell’agosto del 1903, in occasione dell’incoronazione della Madonna Addolorata (Archivio fotografico – Fondazione Bergamo nella Storia)

La festa dell’Apparizione in Borgo Santa Caterina, una delle feste religiose più sentite a Bergamo, risale ad oltre 400 anni fa ed è legata a uno straordinario evento, quello dell’apparizione di una stella che illuminò l’affresco della Madonna Addolorata posto sulla facciata di un’abitazione. Quello stesso che da oltre quattro secoli è venerato nell’altare maggiore del santuario.

Ancor’oggi i festeggiamenti dell’Apparizione continuano ad essere sinonimo di grande devozione da parte di migliaia di fedeli, gente di ogni età e condizione, che in occasione della festa ritrova la gioia di stare insieme.

Sotto la luce carezzevole delle Litanie Lauretane esposte nel borgo, all’intento squisitamente religioso si associa anche quello umano: si ammirano le opere d’arte che arricchiscono il Santuario, si ascolta musica e si rivedono amici, in una salutare rimpatriata nel borgo dove si respira quella dolce e familiare “aria dè paìs” che tanto lo caratterizza.
E attraverso canti, suppliche, acqua santa, processioni, reliquie, incenso, luci, statue, ori, fuochi e banda, i sensi entrano nel gioco virtuoso della devozione, dando corpo alla fede.

Come apprendiamo dalle Effemeridi del Calvi, il 18 agosto del 1602 una stella apparsa nel cielo di mezzogiorno illuminò con tre raggi l’affresco della Madonna Addolorata, dipinto il 27 luglio 1597 dal pittore locale Gian Giacomo Anselmi (1) sul muro di una casa presso l’antico ponte della Stongarda.

Si narra che quei raggi riportarono l’affresco – gìà guasto in alcune parti – alla bellezza originaria, sotto gli occhi di una folla numerosa.

Giuseppe Riva, “L’Apparizione del 18 agosto 1602” nel Santuario di Borgo S. Caterina

Nel giorno del prodigio si verificarono grazie miracolose, seguite da frequenti e prodigiose guarigioni, e dopo un anno il Vescovo concesse agli abitanti del borgo di edificare un Santuario: l’11 luglio 1603 il vescovo di Bergamo Giov. Battista Milani benediceva la prima pietra (come ricorda la lapide affissa a fianco dell’ingresso sul lato ovest) ed entro il gennaio del 1605 la fabbrica veniva portata a termine ed aperta al culto, con il trasporto sull’altare maggiore del muro affrescato.

L’aspetto del Santuario di Borgo S. Caterina, prima della ristrutturazione del 1886 (da “Cenni storici intorno al Santuario di Maria SS. Addolorata di Borgo Santa Caterina in Bergamo”, cit. in bibliografia). Secondo il Sistema Informativo “Inventario dei Beni Culturali e Ambientali”, la pianta originaria era quadrata, con ingresso a ovest e loggia esterna su tre lati nord-ovest-sud, di cinque archi per lato (non confermato nella presente immagine)

 

L’immagine miracolosa della B. V. Addolorata, opera di G. Giacomo Anselmi, collocata sull’altare maggiore. Venerata da oltre quattro secoli, l’effige venne solennemente incoronata il 17 agosto del 1903 dal Beato Card. Andrea Carlo Ferrari

 

Particolare della Beata Vergine Addolorata, opera di G. Giacomo Anselmi

L’anno successivo (1606) venne realizzato, sul modello del dipinto miracoloso, il gruppo ligneo dell’Addolorata, che viene portato ogni anno in processione per le strade del borgo il giorno che rievoca il miracoloso evento.

Il gruppo ligneo della Beata Vergine, offerto dalla famiglia Galina e realizzato pochi anni dopo il fatto prodigioso. Il simulacro è portato ogni anno in processione per le strade del borgo, nel giorno che rievoca il miracoloso evento (Ph Giampiero Fumagalli)

E la colonna del Santuario?

Andrea Paiocchi ci illumina al riguardo:

“Nel bel mezzo della via principale venne posta una grande croce in legno, all’altezza del luogo su cui sorgeva il santuario. Nel 1613, temendo che la croce potesse recare danno ai passanti, si pensò di sostituirla con una colonna votiva sormontata dal pregevole gruppo scultoreo della Beata Vergine Addolorata, colonna che anche in seguito verrà chiamata ‘crocetta’. Ottenuta il 27 settembre 1614 la licenza dai “giudeci delle strade”, Marco Antonio Mutio e Gio Battista Advinatri, su istanza del deputato della chiesa Giacomo Bagis, si procedette alla costruzione”, affidandone l’esecuzione, come attestano i documenti dell’archivio parrocchiale, ad Antonio Abbati (2). Il 24 dicembre 1614 il vescovo Giovanni Emo poteva quindi benedire la colonna (3).

Originariamente la colonna si trovava dunque al centro della contrada di Borgo S. Caterina, come appare nei due bei quadri votivi dipinti da Marco Gozzi (1759-1839) e datati rispettivamente al 1705 e al 1799, posti nella cappella di  destra.

Le due opere, oltre a documentare fatti sicuramente straordinari, sono una bella testimonianza della vita e dell’aspetto del borgo all’inizio ed alla fine del secolo XVIII.

Degli avvenimenti descritti nel dipinto del 1799, l’autore fu probabilmente testimone diretto, mentre per il dipinto del 1707 dovette affidarsi alla memoria storica e alla fantasia. Tuttavia anche in quest’ultimo vi è molta vivacità, sicura padronanza della prospettiva ed abilità descrittiva.

Ex-voto di Marco Gozzi rappresentante un evento miracoloso datato 1705: il passaggio di truppe francesi ed alemanne in Borgo Santa Caterina (durante la guerra di successione spagnola), avvenuto senza arrecare danni. Nel dipinto, la Madonna Addolorata venerata nel Santuario proteggere dall’alto i suoi devoti. Il borgo è osservato dal ponte della Morla e in prospettiva è visibile la colonna posta al centro della via

 

L’altro quadro votivo, rappresenta l’ingresso nel borgo di S. Caterina, in data 14 aprile 1799, di un distaccamento austro-russo che insegue  truppe francesi. I soldati vi pernottarono “ma niuno vi soffrì un minimo disturbo”, come recita la didascalia dipinta sulla tela. “Il fatto che gruppi di soldati abbiano attraversato il borgo senza arrecarvi danni di violenze, ruberie e saccheggi”, fu considerato miracoloso ed attribuito all’intervento della Madonna Addolorata che si venera nel Santuario, dipinta in alto tra nuvole ed angeli. “Il dipinto è vivissimo nel rappresentare la colonna famosa, il santuario col suo campanile, case con balconi e finestre dalle quali affacciano figure incuriosite ma non spaventate, mentre in primo piano soldati e cavalleggeri sostano e si intrattengono con alcuni borghigiani” (Bergamo – Parrocchia Santa Caterina. Personaggi, cit in Bibliografia). La colonna è  in mezzo alla via, all’altezza del sagrato del santuario

Fu solo alla fine dell’Ottocento che la colonna venne collocata nella sede attuale (per la posa dei binari del tram?), e lì rimase dove ancor’oggi tutti possiamo ammirarla: nel punto di convergenza ottico del piazzale antistante il santuario.

La liscia colonna sormontata dal gruppo scultoreo della Pietà, realizzati in marmo bianco di Zandobbio. La  base della colonna è attica e capitello è di tipo tuscanico. Sul basamento si legge la seguente iscrizione: IOANNIS EMUS EPISCOPUS BENEDIXIT – IX KALEND JANUARII 1614 (anno di costruzione). I due gradini alla base vennero eseguiti nel primo Novecento

 

Simulacro dell’Addolorata posto sopra la colonna. Il gruppo scultoreo, richiamante l’iconografia della Pietà, riproduce il dipinto conservato nel Santuario. La scultura è protetta da un baldacchino semisferico in rame

 

La statua dell’Addolorata, posta sopra la colonna, è in tutto simile al simulacro che si espone il 18 agosto di ogni anno e che si porta in processione. Sotto il gruppo marmoreo sono incise le parole: “Vulneratus cuspide amoris”, (Gesù) ferito dalla lancia dell’amore (Ph Giampiero Fumagalli)

Il Santuario si arricchì con il tempo di opere d’arte, dello Zucco, del Salmeggia, del Gozzi, del Fantoni ed altri.

La grande pala di Francesco Zucco, nell’altare dedicato alla Madonna di Loreto, nel transetto sinistro, fatto erigere nel 1615 dagli abitanti di Pedrengo in adempimento a un voto. Attorno all’effigie della Madonna di Loreto compaiono i santi patroni della Parrocchia di Borgo S. Caterina (Caterina d’Alessandria e Maddalena) e di quella di Pedrengo (Evasio papa e Silvestro). Santa Caterina è alla sinistra, inginocchiata. Porta sul capo la corona regale. Vicino a lei, alla sua sinistra, sono la palma e la ruota.

 

L’aspetto del Santuario di Borgo S. Caterina, prima della ristrutturazione del 1886 (Raccolta Lucchetti)

Nell’agosto del 1886 iniziò la ristrutturazione del Santuario su disegno di Antonio Piccinelli, mentre la cupola (1894) e la facciata (1897) vennero eseguite su disegno di Elia Fornoni.

Bergamo. Santuario di Borgo Santa Caterina, Anonimo. Posteriore al 1898 (stampa). Collocazione: Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche. Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli

Il campanile assunse la forma attuale nel 1906 su disegno del Pandini.

Il Santuario oggi (Ph Giampiero Fumagalli)

All’interno, ricco di stucchi e affreschi, vi operarono gli artisti Ponziano Loverini, Giovanni Pezzotta, Giuseppe Riva, Antonio Rota (che eseguì dodici statue raffiguranti santi), Nino Nespoli, Luigi Angelini, Attilio Nani.

Gli interni (Ph Giampiero Fumagalli)

 

NOTE
(1) Altre opere di Gian Giacomo Anselmi presenti nella bergamasca: un dipinto della Vergine col Bambino tra San Giuseppe e San Carlo (firmato e datato Jacobus de Anselmis –1597), collocato nell’altare a sinistra del Tempio dei Caduti di Sudorno, dove fu posto quando il tempio sostituì la vecchia chiesetta dedicata alla Madonna; nella Chiesa di Sant’Andrea; nella sagrestia di Redona; Pala d’altare della Chiesa Parrocchiale di Pedrengo.

(2) “…che risulta già morto quando il 25 luglio 1615 i sindaci e reggenti del santuario si riunirono per saldare con gli eredi il debito contratto”. Da: Andrea Paiocchi (a cura di), Il Santuario dell’Addolorata in Borgo Santa Caterina, Edizioni Grafital, Bergamo, 2002, pag. 43.

(3) Si ha ancora notizia in merito alla colonna che nel 1629 fu deliberata la costruzione di un’inferriata intorno al monumento, ma non si sa quando essa venne posta e successivamene tolta.

BIBLIOGRAFIA

Per la colonna

Elia Fornoni, St. Di Berg., XVI.

Luigi Pelandi, 1962, IV.

Arnaldo Gualandris, “Monumenti e colonne di Bergamo”, a cura del Circolo Culturale G. Greppi. Bergamo, 1976.

Vecchio inventario dei Beni Culturali e ambientali – Geo-Portale del Comune di Bergamo.

Per il Santuario

Elia Fornoni, St. Di Berg., Ms. XVII, 53-67.

Luigi Angelini, 1960, 12.

Luigi Pelandi, 1962.

Sandro Angelini, 1966.

Ezio Bolis e Efrem Bresciani, Il Santuario dell’Addolorata in Borgo Santa Caterina, Chiesa di santa Caterina, 2002.

“Cenni storici intorno al Santuario di Maria SS. Addolorata di Borgo Santa Caterina in Bergamo”. Pubblicato in occasione della “Solenne incoronazione – Feste Centenarie dell’apparizione della Beata Vergine di Borgo Santa Caterina”. Bergamo, Legrenzi).

Bergamo – Parrocchia Santa Caterina. Personaggi, a cura del Prof. Luigi Tironi.

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