Gironzolando per Bergamo alla ricerca dei battiporta più belli

Oltre alle tante dimore nobiliari che ricalcano i tracciati più antichi, capita spesso di scorgere,  nelle viuzze dei borghi distesi lungo i fianchi della città, antiche abitazioni esternamente arredate da elementi decorativi sopravvissuti allo scorrere del tempo, che regalano una vera e propria dimensione di bellezza.

 

 

 

è il caso dei battenti, così come di molti altri elementi decorativi realizzati per lo più  in ferro battuto, in ghisa o in bronzo, come cancellate, ringhiere, scansaruote, lampioni, pomoli..

 

 

 

 

Una dimensione estetica ed evocativa capace, ovunque, di fare la differenza suscitando emozioni.

 

 

 

 

 

 

Il battiporta  (o battente, o picchiotto) viene chiamato, a seconda del luogo d’origine, anche battaglio, mazzapicchio, o bussarello e serve ad avvertire dell’arrivo di un visitatore nonchè sovente a fungere da ausilio nella chiusura di porte spesso pesantissime.

 

 

 

 

 

Nato nel periodo classico come oggetto d’uso per soddisfare esigenze di praticità, il picchiotto assume con il tempo anche una valenza artistica e decorativa: da strumento dalla foggia semplice e rudimentale – un martelletto o un anello di ferro – il battiporta arriva sino a noi  nelle forme più disparate superando l’avvento dell’elettricità nelle città,  assumendo quindi un aspetto sempre più elegante e ricercato sino a divenire un vero e proprio oggetto d’arte rappresentativo anche della tipologia della dimora.

 

 

 

 

Non più quindi solo strumento d’uso comune, ma anche oggetto decorativo, di cui moltissimi esemplari, realizzati sia in ferro battuto finemente scolpito e sia in bronzo, risalgono al periodo rinascimentale.

 

 

In epoca neoclassica si diffusero in Europa molti modelli di battenti in ghisa dalle forme più svariate, di cui alcuni esemplari sono ispirati all’antico Egitto (sfingi), oppure al mondo animale (leoni o meduse..) o a decori floreali, con testa di donna o rappresentanti una mano nell’atto stesso di battere alla porta (vi sono addirittura alcuni esemplari con mani di donna con un prezioso anello al dito).

 

 

 

 

 

Ma l’aspetto più affascinante di questi bellissimi strumenti è che, sin dai tempi più remoti, si attribuì ai battiporta il potere prodigioso di allontanare e vanificare le influenze maligne che potessero danneggiare la casa e chi vi dimorava: è questo il motivo per cui la maggior parte dei battenti raffigurano volti minacciosi o animali feroci.

 

Ph Giampiero Fumagalli

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