Soap Box Rally 2019, con qualche foto d’antan

La gara delle “scatole di sapone”: un evento unico nel suo genere che ha saputo rinnovarsi negli anni mantenendo al contempo l’antico fascino

Domenica 28 aprile alle 14.30, nella Città Alta di Bergamo si terrà la 47° edizione del Soap Box Rally, la più antica e pazza corsa delle auto di legno del mondo entrata da tempo nel cuore degli spettatori.

La tanto attesa competizione, organizzata da Proloco Bergamo e Teamitalia, si caratterizza per il percorso di 1490 mt. lungo le Mura veneziane, con partenza da Colle Aperto ed arrivo a Sant’Agostino: un percorso che possiede una sua naturale spettacolarità, capace ogni anno di stupire ed attrarre nuovo pubblico.

Bergamo, Soap Box Rally negli anni ’70. La gara si sviluppa in due prove cronometrate: una manche di velocità ed una ad ostacoli, che vede le macchinine barcamenarsi a folle velocità tra bilici, vasche d’acqua, salti e gimkane, tra spettacolari schizzi di schiuma e nuvole di sabbia

Dobbiamo la nascita delle “Soap Boxes” (scatole di sapone) a un commerciante di sapone statunitense che nel 1933 pensò di coniugare la sua attività con il sogno americano dell’epoca: l’automobile.

L’imprenditore ebbe la felice intuizione di disegnare sulle scatole di sapone – allora realizzate in legno – le sagome di autovetture immaginarie. Una volta ritagliate ed assemblate con l’aggiunta di parti meccaniche, chiunque avrebbe potuto costruirsi la propria “auto” personalizzata.

Bergamo, Soap Box Rally negli anni ’70. La singolare manifestazione ha avuto inizio nella seconda metà del Novecento, quando sul tappeto delle Mura veneziane hanno  cominciato ad apparire le prime fantasiose “Cassette di sapone”

Fu un successo enorme: migliaia di minibolidi cominciarono a sfilare per gli States ovunque ci fosse una strada in pendenza finchè in Ohio, un giornalista del “Dayton Daily News” decise di organizzare una vera e propria gara: la prima corsa più pazza d’America si svolse a Daytona nel 1934 con il titolo di “All American Soap Box Derby”.

Dal 1934 a oggi la passione delle Soap Boxes ha fatto il giro del mondo, per approdare a Bergamo nel 1955 grazie al suggerimento di un gruppo di studenti che, dopo averle ammirate in un film americano, si erano entusiasmati per le loro performance.

Bergamo, Soap Box Rally negli anni ’70. Con il fiato sospeso il pubblico assiepato lungo il circuito segue le bizzarre automobiline che si spingono sul tappeto delle Mura anche ad oltre cinquanta chilometri orari

Complice il padre di uno di loro, che riuscì a procurare le cassette di legno, si diede il via ad una corsa che ancor’oggi richiama un pubblico di oltre 30.000 spettatori tra turisti, appassionati e curiosi.

Bergamo, Soap Box Rally negli anni ’70

Da allora il regolamento è rimasto lo stesso, così come le caratteristiche delle Soap Boxes, che devono essere rigorosamente costruite in legno per quanto concerne sia il telaio che le ruote (il metallo è concesso solo nel sistema di frenatura, nello sterzo e nei mozzi delle ruote) e rispettare gli standard previsti per il peso e le dimensioni.

Viceversa, va libera alla fantasia per la sovrastruttura, che non ha mai conosciuto limiti lasciando spazio alle idee più spiritose, eclettiche ed assurde: “Pluto”, “Titti e Gatto Silvestro”, “Banda Bassotti”, “Topo”, “Tappeto Volante”, “Giardinetto”, “Polenta con cotechini”…quante idee si sono succedute!

Un momento dell’edizione ’76 o ’77 del Soap Box Rally con i costruttori della “Cassetta di sapone”. In ordine sparso: l’artista Carlo Scarpanti (pilota nonchè disegnatore della macchina), Roberto Bortolotti (frenatore), Egidio Battaglia detto Cicio, Giorgio Todeschini e Franco Laganà, gestore del Caffè dell’Angelo e sponsor insieme a Carlo Zadra Brut. Nonostante i conduttori furono coinvolti in un fatale tamponamento nella schiuma, Carlo Scarpanti riferisce che “i festeggiamenti durarono fino a notte inoltrata!”

Negli anni d’oro della manifestazione gli equipaggi erano cresciuti fino a sessanta e ancor’oggi la manifestazione ritrova ad ogni edizione un sempre rinnovato entusiasmo da parte di tutti: progettisti, costruttori, sponsor e pubblico, sempre numerosissimo e sempre pronto ad incitare e sostenere in ogni modo i simpaticissimi e spericolati conducenti.

Oltre all’ingegno, all’estro e alla preparazione atletica infatti, è l’entusiasmo l’ingredente essenziale, che spinge gli equipaggi a buttarsi a capofitto lungo le Mura mettendosi in gioco per offrire un pomeriggio di spensieratezza al pubblico assiepato lungo la pista.

Insieme al divertimento e alla voglia di gareggiare non mancherà un significativo gesto di solidarietà sociale: quest’anno il Soap Box Rally promuove l’Associazione Il Giardino di Albano Sant’Alessandro, dedita all’aiuto di donne in difficoltà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.